La storia dei Cairn

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Hai mai incontrato un Cairn sulla tua strada? Conosci la sua storia? Te la racconto io.

Non ricordo esattamente la prima volta che ho incontrato questo tipo di scultura ma ricordo che era tra le mie amate montagne in una delle mie inumerevoli escursioni. Ricordo un me più piccolo divertirsi ad impilare queste pietre senza sapere davvero il significato che  portavano con sè.
 
Sono sculture realizzate con sassi impilati tra loro e, nonostante la semplicità, suscitano una profonda emozione andando a scuotere anche i nostri animi nel profondo.
Vederli lungo il proprio cammino fa provare una sensazione di comunione.
Tracce di altri che sono passati, resti di chi è stato e di chi continua ad essere presente di fronte a chi viene dopo.

La storia dei Cairn nel mondo

Crescendo e continuando ad incontrarli lungo la mia strada, il desiderio di saperne di più è cresciuto in me, così cercando in rete ho scoperto che questa forma di scultura ha origini antiche ed è conosciuta in tutto il mondo.

La pratica di erigere Cairn risale alla preistoria. Le opere variavano da piccole sculture ad imponenti colline artificiali, a volte costruite sulla cima di rilievi naturali.

Nell’antica Grecia, i Cairn erano associati ad Ermes, il dio dei viaggi. Narra la leggenda che Ermes fu citato in giudizio da Era per avere ucciso il mostro Argo. Tutte le altre divinità fungevano da giuria: come modo di indicare il verdetto, ricevettero dei sassi, con l’ordine di lanciarli verso il dio che a loro giudizio avesse avuto ragione.
Ermes si difese tanto abilmente che finì sepolto sotto un mucchio di pietre, e così nacque il primo Cairn.

In tutta la Gran Bretagna e l’Irlanda, i Cairn sepolcrali e altri megaliti sono protagonisti di leggende e folklore.

In Scozia, la tradizione è quella di trasportare una pietra dalla base alla cima di una collina per aggiungerla a un Cairn costruito sulla sua punta, in modo che il cumulo diventi via via sempre più alto avvicinandolo al cielo.

In Scandinavia, i Cairn sono usati da secoli con vari usi, in particolare come segnavia terrestri e punti di riferimento navali.

In Islanda, erano spesso utilizzati come segnavia lungo le numerose stradine e sentieri che attraversavano l’isola; molti di questi se pur antichi sono ancora visibili, anche dove i percorsi sono scomparsi.

Secondo una leggenda del Portogallo, se si toglie una pietra da un Cairn (moledro in lingua portoghese) e la si mette sotto un cuscino, la mattina dopo la pietra si trasforma per un istante in un soldato, per poi tornare di nuovo un sasso e ricomparire nel cumulo da cui era stata tolta.

In Mongolia esiste un tipo tradizionale di Cairn, chiamato ovoo, spesso decorato e serve principalmente a fini religiosi e trova impiego in cerimonie sia tengriiste sia buddiste.

In tutto il territorio degli attuali Stati Uniti continentali e del Canada, i Cairn delimitano ancora piste, costruite dai nativi per condurre le prede ai cosiddetti “salti del bufalo”, un po’ come nella Groenlandia dei Norsemen, dove i Cairn venivano costruiti in modo da delimitare una pista utilizzata per guidare le renne verso un dirupo durante la caccia.

I popoli indigeni del Nord America artico (Canada settentrionale, Alaska e Groenlandia) hanno costruito, Cairn e sculture, che prendono i nomi di inuksuit e inunnguat e che fungono da segnavia e punti di riferimento. Sono un tratto caratteristico della regione, e si sta diffondendo la loro rappresentazione come segno dell’identità nazionale del Canada.

Infine, in Italia viene chiamato Ometto di pietra e viene utilizzato dagli alpinisti per segnalare i sentieri di montagna, per essere di aiuto a chi verrà dopo segnalando i sentieri meno visibili.

A cosa servono?

La funzione più comune dei Cairn è quella di punto di riferimento, specialmente in montagna. Tuttavia, essi sono tuttora impiegati per molti altri scopi come fini storici e commemorativi, o semplicemente per ragioni decorative e artistiche. Nelle regioni nordiche, specialmente nelle acque della Scandinavia e del Canada orientale, sono usati come ausili per la navigazione.

Alle latitudini settentrionali, sono diffusi Cairn costieri usati come segnalamenti, posti lungo le spiagge oppure su isole e scogli. Dipinti solitamente di bianco per aumentare la loro visibilità, sono usati come ausili per la navigazione.

Simili opere, che prendono il nome di kummel in svedese e kummeli in finlandese, sono segnate sulle carte nautiche e mantenute in efficienza come parte del sistema di segnalazione navale.

 

Qual’è il loro significato spirituale?

I Cairn esprimono valori mitologici ancestrali, il bisogno esistenziale dell’uomo di segnare il suo percorso a favore di quelli che seguiranno la sua strada. Essi trasmettono equilibri emotivi, spirituali e gravitazionali, armonie di forme e di pensiero.

Purtroppo questa tradizione è sfuggita di mano diventando una moda ed ora le spiagge sono spesso piente di sassi impilati senza alcuna ragione se non quella di passare il tempo e fare una foto da postare sui social. Non che non possa essere fatto ma in questo caso, sarebbe bene poi smontare questi sassi e rimetterli al loro posto.

Ogni cosa va fatta con il giusto intento quindi se vi capita di voler costruire un Cairn soffermatevi sempre a riflettere sul perchè lo state facendo. Se sarete mossi dall’animo e dallo spirito allora è giusto costruirlo in altri casi, passate oltre.

Un esempio?

Se l’intento sarà quello di rendere omaggio ad Ermes o a qualunque altra divinità, onorare alcune usanze scandinave o segnare la via per i prossimi alpinisti allora costruire un piccolo Cairn vi darà un immenso senso di pace.

Una pratica che io faccio spesso è quella di aggiungere un sassolino o un Cairn, proprio là dove ne sono già stati collocati altri in modo da contribuire con il mio passaggio ma senza esagerare.

 
 

kyle

Scrittore ed artista. Amo incondizionatamente Max, i miei mici, le montagne e il buon cibo.

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