Valle Stura tra natura, storie e sapori

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C’è un punto, sulle mappe, dove il Piemonte comincia a sfilacciarsi tra creste rocciose, boschi di larici e silenzi d’alta quota: è la Valle Stura di Demonte, o più semplicemente Valle SturaUna terra di frontiera, nel cuore delle Alpi Cozie, dove ogni curva della strada, ti ricorda che sei arrivato in un altro tempo. Solo ad un’ora da Cuneo.

Siamo arrivati qui in camper, con Sirio e i nostri gatti, cercando un posto più vicino ai nuovi lavori e la Valle Stura, ci ha accolti con la sua voce gentile e aspra. Come certe montagne, che ti piacciono proprio perché non cercano di piacerti.

Vi avevamo detto che vi avremmo parlato della valli a ovest di Cuneo e, in questo articolo, cominciamo con la Valle Stura: tra natura, storie e sapori.

L’abbraccio della natura: dove lo sguardo si allarga e il cuore si placa

La Valle Stura non si mostra tutta subito. 

Ti prende per mano e, curva dopo curva, ti invita a fermarti. Il fiume Stura,  da cui prende il nome la valle, è limpido e freddo mentre corre accanto alla strada come un compagno di viaggio. Sopra di lui, le montagne si alzano imponenti, i larici si piegano al vento e le marmotte si lasciano sentire tra i sassi.

Qui, abbiamo percorso sentieri silenziosi, dove il muschio sembra un tappeto e i pini si stringono attorno a te. Ogni sentiero, ci ha lasciato qualcosa: un’ombra fresca, una vista che toglieva il fiato, un piatto da ricordare o solo il tempo per respirare meglio.

Ad esempio, in una delle nostre giornate libere, siamo saliti verso il rifugio Migliorero: un itinerario non semplice, ma ogni passo era ripagato da uno scorcio o dal profumo dell’erba alpina. Lassù, le montagne sembravano guardarci da lontano, maestose e immobili, come vecchie guardiane. 

E poi c’è stata quella sorpresa di marzo, quando abbiamo riscoperto il piacere – e anche il dramma – di una nevicata abbondante. Non più abituati ad avere a che fare con la neve, ci siamo svegliati all’alba sotto un manto bianco spesso almeno 80 cm. Certo, abbiamo dovuto spalare un sacco per liberare la macchina e uscire, ma il paesaggio intorno era impagabile e silenzioso… proprio come piace a noi. 

Quel silenzio ovattato, quella luce soffusa, ci hanno ricordato che la natura ha i suoi tempi e i suoi ritmi, e che a volte bisogna fermarsi per ascoltarli davvero.

Mi ricordo ancora cosa mi ha detto Max quel giorno:

"È strano… ma questa nevicata mi ha fatto sentire bene. Come se la montagna ci stesse vedendo davvero. Come se, mettendoci alla prova, ci stesse dicendo: siete qui, vi ho notatə, vi accolgo. A modo mio. Con durezza, ma anche con verità."

Gatti esploratori e cammini condivisi

Il nostro camper Sirio, ha trovato rifugio in angoli freschi della Valle Stura. Sempre oltre i 1000 metri di altitudine… raramente sotto.

Viaggiare in camper con i gatti è una scuola di pazienza e di meraviglia. Con loro abbiamo imparato a viaggiare piano e ogni tappa viene scelta per loro, quasi più che per noi: spazi tranquilli, dove possano muoversi con calma, e soprattutto, sicuri. Anche quando noi non ci siamo per ore. 

Qui in valle, tra le piazzole e i sentieri, hanno trovato un nuovo posto da esplorare. Li abbiamo osservati annusare l’aria fresca, inseguire insetti nell’erba, ascoltare il vento tra le foglie. Insomma, godersi il loro nuovo ed immenso giardino.

Storie e misteri alpini

Ogni luogo in Valle Stura sembra custodire una storia, o almeno un sussurro. Non solo scritti ma anche leggende, superstizione, racconti. 

Abbiamo ascoltato storie di masche: donne sagge che vivevano con la montagna e il ritmo delle stagioni. Che conoscevano le erbe, la luna e i dolori. In sostanza, donne libere e quindi, pericolose. Facevano paura e, per questo, venivano perseguitate. Ogni leggenda ha il suo fondo di verità e, come in tutte le valli, le verità sono nascoste tra le pietre e le vecchie case.

Tra le tante leggende che popolano questa valle, ci ha colpito quella del Lago della Maddalena. Si dice che le sue acque nascondano un mistero antico, legato a una fanciulla, a un amore sfortunato e a una promessa non mantenuta… Ma questa, è una storia che racconteremo un’altra volta.

Borghi che raccontano, musei che custodiscono

La Valle Stura è costellata di borghi che sembrano usciti da una fiaba montana, ognuno con il suo ritmo, il suo odore di pietra, legno e pane caldo. E in quasi ognuno, c’è un luogo che conserva storie, gesti antichi e identità mai dimenticate.

A Vinadio, ci siamo fermati a camminare tra le mura del Forte Albertino: imponente, silenzioso, custode di secoli e inverni. Passeggiare tra i suoi corridoi è come aprire una porta su un tempo che non c’è più, ma che parla ancora. Ora è memoria ma, un tempo era difesa e, se chiudi gli occhi, puoi quasi sentire il passo dei soldati, il cigolio delle porte, le parole dette a bassa voce nei giorni d’inverno.

Valloriate racconta la sua anima più rustica nel Museo del Castagno dove si impara che la montagna, per secoli, ha avuto una radice forte e generosa: il castagno. Non era solo cibo, ma legna, calore, riparo. Un albero che era tutto per chi ci viveva accanto.

Ad Argentera, nella piccola e preziosa “Mizoun dal Countrabandìer”, si ascoltano storie sussurrate di passaggi notturni, di famiglie divise dalla frontiera e di una vita fatta anche di coraggio e necessità. Una testimonianza concreta di come la montagna non sia mai stata solo paesaggio, ma spesso anche via di fuga e sopravvivenza.

Nel cuore della valle, l’Ecomuseo della Pastorizia custodisce saperi millenari: la transumanza, il lavoro con gli animali, i formaggi che ancora oggi raccontano l’alpeggio con il loro profumo intenso e ruvido. Un luogo che dà voce ai pastori, alle stagioni, alla fatica.

E poi c’è il Museo di Sambuco, raccolto e intimo, dove ogni oggetto ha il sapore delle mani che lo hanno creato. Una piccola casa della memoria, dove si racconta — senza parole — come si viveva prima che tutto corresse troppo veloce.

La montagna che parla: l’occitano e il patois

In Valle Stura, anche il silenzio ha un suono. Lo si percepisce nei piccoli gesti quotidiani, ma anche nelle lingue che si sentono ancora tra le vie dei borghi o nelle chiacchiere tra anziani seduti al sole. 

Qui, si parla ancora occitano, una lingua antica e musicale, che cambia tono e ritmo da paese a paese. A Sambuco, dicono, è tra i più puri. A Demonte o Vinadio si mescola con il piemontese, ma mantiene quella grazia ruvida e poetica che appartiene alle voci di chi vive la montagna con lentezza.

Accanto all’occitano, c’è anche un’altra voce, più nascosta ma ancora viva: è quella del patois, cioè la lingua francoprovenzale – conosciuta anche come arpitano – che si parla in alcune comunità alpine del Piemonte. È una lingua tramandata quasi sempre a voce, tra famiglia e comunità, fatta di suoni morbidi e parole che sanno di casa. Qui viene spesso chiamata semplicemente “il nostro modo di parlare”.

Il patois non ha grammatiche da studiare, ma ha memoria. È la lingua con cui si salutano i vicini al mercato, si raccontano le favole ai bambini o si ricordano antichi proverbi. Una lingua fatta di voci basse e quotidiane, che si ascolta con attenzione e rispetto. E finché ci sarà anche solo una persona che la userà per raccontare com’era l’inverno un tempo, allora continuerà ad abitare queste valli.

Anche così si racconta la Valle Stura: con parole che resistono al tempo, intrecciate ai sassi e all’erba, capaci di dire chi siamo senza bisogno di alzare le voci.

Sapori della Valle Stura

Come sempre, durante i nostri viaggi, lunghi o brevi che siano, c’è il cibo. Quello rustico, che non ha bisogno di farsi notare. Quello che mangi sempre volentieri dopo una camminata in montagna, magari in un rifugio.

In una piccola trattoria di Vinadio, in un giorno di pioggia, ci siamo seduti senza aspettative ma, quando sono arrivati i crousét, il tempo si è fermato. Ogni forchettata sapeva di casa, di mani che cucinano da sempre, di montagne vissute. Con un bicchiere di vino rosso, era tutto perfetto.

I crousét sono una pasta fresca tipica della Valle Stura, simili alle orecchiette ma con pieghe sottili che trattengono benissimo il sugo. Tradizionalmente, vengono fatti con farina e acqua ma oggi, l’impasto include spesso anche uova e un filo d’olio. 

Ogni crousét è lavorato a mano,  con pazienza. Un gesto antico che si sente nel gusto. Li abbiamo mangiati con un sugo cremoso di porri e patate ma qui, si condiscono anche con la bagna grisa, una salsa rustica a base di formaggio stagionato e panna. Caldi, confortanti, semplici, ma con un sapore che resta in bocca – e nel cuore – per ore. A volte per giorni, se siete golosi come noi.

Oltre a questo piatto strepitoso, si trovano anche i formaggi d’alpeggio, che profumano di erba e fatica, il miele chiaro raccolto in alta quota e dolci rustici, fatti con confetture di more e lamponi selvatici e moltissimi altri piatti.

Piccole cose buone, da gustare per esplorare anche con il palato.

Dove mangiare (bene) e cosa assaggiare

La Valle Stura si racconta anche a tavola. Qui i piatti non sono gourmet, ma sanno di casa, di tradizione e di ingredienti genuini. Profumi di stalla, legna, castagne, formaggio e lavoro si mescolano in ogni portata. In montagna, il cibo è memoria, un gesto quotidiano e, spesso, una piacevole sorpresa.

A Gaiola, il Mulino delle Ortensie è un rifugio caldo e discreto, dove la cucina locale si intreccia con un’accoglienza sincera e familiare. Il menù varia con le stagioni, ma resta sempre fedele alla tradizione: dai friciule croccanti — piccoli gnocchetti di patate e farina — alle crostate di frutta selvatica, ogni piatto porta con sé il sapore delle cose fatte con cura e passione.

A Trinità di Demonte, la Trattoria Lou Stau è una tappa rassicurante, dove il tempo si misura in portate e bicchieri. Se cerchi funghi, polenta, brasati lenti: sei nel posto giusto.

A Demonte, La Randoulina propone una cucina casalinga e generosa, con porzioni che raccontano una montagna che nutre.

A Vinadio, consigliamo il Bar La Crosa, noto per le “merende sinoire” —  merende serali con salumi, formaggi e dolci fatti in casa, accompagnate da un buon bicchiere di vino o da una tisana calda. Un luogo perfetto per assaporare la convivialità della valle in un ambiente semplice e familiare. Fanno anche eventi e musica, rendendo speciali le serate accanto al lago.

A Sambuco, La Meridiana è una tavola accogliente, dove la cucina di montagna incontra l’eleganza della semplicità: taglieri generosi, paste fatte in casa e secondi che profumano di legna e pazienza. Si può anche gustare la loro famosa raclette … un piatto strepitoso e super abbondante.

A Pontebernardo, Ortiche Bistrot di Montagna è una piccola sorpresa incastonata tra le case di pietra: pochi tavoli, tanta cura, e un menu che cambia spesso, ma parla sempre la lingua del territorio. Zuppe rustiche, erbe spontanee, formaggi locali e dolci profumati raccontano una cucina viva, attenta, mai banale.

A Pietraporzio, Lou Fourn Dal Loup, ovvero la Panetteria del paese, è il cuore fragrante della comunità. Pane, torte semplici e biscotti da portare nello zaino o gustare sul posto, con un caffè e due chiacchiere: è il posto dove fermarsi anche solo per ritrovare un po’ di calore. Hanno anche altri generi alimentari perciò sono un piccolo mini-market perfetto se vi manca qualcosa. 

Consigliamo di assaggiare il “Pan du loup” (pane del lupo), una pagnotta ai cereali dal sapore intenso e rustico, perfetta per accompagnare ogni pasto.

Dove dormire: rifugi, B&B e soggiorni autentici

Se non viaggiate in camper, può essere piacevole concedersi una notte tra legno, storie e la calorosa ospitalità locale. Dalla quota alle valli, dormire in Valle Stura può essere un’esperienza tanto semplice, quanto memorabile. Vi lasciamo alcune idee qui sotto.

Rifugi in quota (perfetti per dormire immersi nelle montagne):

  • Rifugio Migliorero (2.094 m): gestito dal CAI Fossano, offre circa 80 posti letto, doccia calda, acqua corrente e bar; accessibile da Bagni di Vinadio in circa 2 ore di cammino. Perfetto come base per escursioni o semplicemente per respirare silenzio e stelle.

  •       Rifugio Becchi Rossi (2.174 m), nel cuore dell’Alta Valle Stura, sopra Ferrere: piccolo e accogliente, con 12 posti letto, stufa a legna e                 cucina attrezzata. Immerso in uno scenario mozzafiato ai piedi delle cime. Ideale per chi cerca silenzio, panorami selvaggi e un rifugio         davvero fuori dal tempo. La nuova gestione propone piatti gustosi da ingredienti della valle.
  • Rifugio De Alexandris‑Foches (1.910 m), affacciato sul Lago di San Bernolfo: 20 posti letto, servizi interni e bar. Aperto tutti i giorni in luglio/agosto e nei weekend da maggio a ottobre; in inverno su prenotazione.

  • Rifugio Zio John (2.144 m), nel Vallone del Piz (Pietraporzio): 30 posti letto, riscaldamento a legna, acqua corrente, illuminazione fotovoltaica. Aperto su richiesta, con ritiro chiavi previo accordo.

  • Rifugio Malivern (2.083 m): spartano ma autentico, raggiungibile a piedi da Strepeis. Ideale per chi ama l’essenziale e il contatto diretto con la natura più aspra.

  • Rifugio Carbonetto (1.874 m): raggiungibile in auto da fine primavera a inizio autunno. Offre una vista spettacolare sull’Altopiano della Gardetta, cucina casalinga e calore alpino.

B&B, locande e strutture bike‑friendly:

La valle è sempre più attenta all’accoglienza dolce, con strutture che sanno coccolare gli ospiti, anche a due ruote.

  • La Tana della Marmotta e il Rifugio Dahu a Bagni di Vinadio uniscono camere semplici ma curate, ottima cucina, noleggio e-bike e guide mtb. Una formula perfetta per chi vuole esplorare senza rinunciare al comfort.

  • A Pietraporzio, l’Albergo Regina delle Alpi è una scelta comoda e attrezzata per chi viaggia in bici: camere ampie, colazioni abbondanti e spazi dedicati alla manutenzione delle due ruote. Fanno un ottimo gelato.

  • Sempre a PietraporzioCasa Arpaouza propone appartamenti in autogestione gestiti da Valle Stura Experience, con possibilità di noleggio bici e accompagnamento da parte di guide locali.

Soggiorni autentici e strutture particolari

Se cerchi un soggiorno fuori dal comune, la Valle Stura non delude. Tra agriturismi, microstrutture immerse nella natura e soluzioni originali, c’è spazio per il silenzio, per la bellezza e per un’accoglienza che sa ancora ascoltare.

  • A Demonte, l’ Agricampeggio mac a pè è un’oasi verde sul fiume, immersa nel bosco. Non solo tende e bungalow in legno, ma anche spazi per chi vuole rallentare, magari facendo yoga all’aperto o godendosi una colazione con pane fatto in casa. Un luogo semplice e curato, perfetto per famiglie e viaggiatori lenti.

  • A Castellar delle Vigne, minuscola borgata tra le vigne e i castagni, il tempo sembra fermarsi. Qui alcune case sono state recuperate con attenzione e trasformate in piccole strutture ricettive: camere in pietra, travi a vista, terrazze con vista sulle montagne. Dormire qui è un’esperienza lenta, quasi meditativa.

Camper in Valle Stura

Per chi, come noi, ama sentirsi a casa con le ruote sotto.

Viaggiare in camper in Valle Stura è un invito a rallentare, ascoltare i rumori del bosco, svegliarsi con l’aria frizzante e il profumo della resina. Qui, la natura è gentile e l’ospitalità ha il passo lento della montagna.

Dove sostare col camper

  • All’imbocco della Valle, il Wolf Village è una sosta speciale per chi viaggia in camper: area attrezzata, natura intorno, accoglienza calorosa. Ma non solo: qui si mangia bene, davvero. Il ristorante del villaggio propone piatti locali con un tocco personale, porzioni generose e un’atmosfera rilassata e sincera. Un ottimo punto di partenza (o arrivo) per esplorare la valle.
  • Vinadio è una tappa perfetta: c’è il Camping dei forti, immerso nel verde, con piazzole ombreggiate, elettricità e servizi curati. Per chi ama la sosta libera, ci sono anche aree tranquille nei dintorni del forte e lungo il torrente. In paese trovi fontane, panetterie e tutto il necessario per fare rifornimento (compreso un ottimo mercato il lunedì).

  • Pontebernardo offre un’area camper semplice ma comoda, vicino al centro del paese e con una vista impagabile. Ottima base per escursioni nel Vallone del Piz o una tappa gastronomica tra panetteria e trattoria.

  • Sambuco accoglie i camper con gentilezza: c’è un’area sosta nei pressi del paese, spesso frequentata da escursionisti e viaggiatori. Fontane vicine, silenzio assicurato.

  • A Demonte, nella zona del campo sportivo, è possibile sostare in libera con discrezione o andare al Camping piscina Demonte. Il borgo offre tutto: negozi, forno, farmacia, e una bella atmosfera di paese vissuto.

  • A Bersezio, accanto al centro fondo, si trova un punto sosta comodo e pianeggiante, perfetto d’inverno per chi cerca neve e d’estate come punto base per escursioni e pedalate.


🛠 Servizi & acqua

Nessuna paura: la Valle Stura è amica di chi viaggia in autonomia.

  • Troverai fontane d’acqua potabile disseminate lungo la valle: segnati quelle nei pressi di Vinadio, Pontebernardo, Pietraporzio e Demonte.

  • I bagni pubblici nei paesi principali sono accessibili e spesso ben tenuti.

  • Per i rifornimenti, ci sono piccoli market di paese, forni con pane appena sfornato e botteghe dove fare due chiacchiere vale quanto un acquisto.

Un consiglio? Porta con te una tanica e un sorriso: qui l’acqua è buona e la gente disponibile.

Attività esperienziali: autentiche, guidate, a scelta

E poi ci sono le attività e le esperienze che abbracciano natura, cultura e gastronomia.

La Porta di Valle, a Demonte, è il vero hub d’accoglienza turistico: punto info, sportello prenotazioni, orientamento tra esperienze e attività gestite dal Consorzio Valle Stura Experience . Se vi servono informazioni è il punto giusto dove partire.

Natura, avventura ed esperienze

  • Transumanza Trekking all’Alpeggio di Mollières: Una giornata immersi nei sentieri di montagna tra pascoli, animali al pascolo e paesaggi incontaminati. Un’occasione per scoprire da vicino il rito della transumanza, antica tradizione che ancora oggi vive grazie a pastori e allevatori.

  • Ciaspolata con merenda “sinoira” a Vinadio: Un’escursione invernale facile e suggestiva, ideale per ogni livello, che si conclude con una degustazione di prodotti locali, tra salumi, formaggi e dolci della tradizione.

  • Rafting sul fiume Stura. Un’avventura adrenalinica lungo i rapidi alpini, per sentirsi davvero vivi. Il pacchetto spesso include anche una pausa gustosa con sapori tipici della valle, per un’esperienza completa di sport e gusto.

  • Visita alle miniere di barite a Pietraporzio: Un trekking culturale unico, alla scoperta delle antiche miniere, con guida esperta che racconta la storia e l’importanza mineraria della zona.

  • Lavanda a Demonte– Antica Distilleria Rocchia.
    In estate (mediamente fra fine giugno e inizio luglio), è possibile fare passeggiate tra gli splendidi campi viola che ancora fioriscono lungo la Statale 21 e in località San Marco, per poi visitare la distilleria con guida.

  • Saponificio a Pietraporzio – Rose & Caprioli. Visita al laboratorio artigianale dove si produce sapone naturale, utilizzando ingredienti locali e metodi tradizionali, per scoprire un’arte antica e sostenibile. 

Tradizioni e gastronomia

  • Ecomuseo della Pastorizia a Pontebernardo (Pietraporzio): un caseificio, laboratorio e percorso museale gratuito sul mondo della pecora sambucana, aperto tutti i giorni 9–18 con visite guidate nei weekend.

  • Laboratorio di pasta “crouset” a Casa Arpaouza. Un’occasione per imparare a realizzare la pasta tipica occitana, seguendo passo passo le tecniche tramandate da generazioni.

  • Degustazione di prodotti tipici della valle. Momenti di assaggio guidati, dove scoprire formaggi, salumi, miele, confetture e vini che raccontano l’identità gastronomica della Valle Stura.

Sport e relax

  • Noleggio e-bike e mountain bike: disponibile a Pietraporzio, Vinadio, Sambuco; accompagnamento guide e bike shuttle su percorsi semplici o tecnici 

  • Yoga nei prati o rifugi organizzato in stagioni estive, tipicamente in collaborazione con guide locali.

  • Sci di fondo a Bagni di Vinadio. Piste curate  per gli amanti dello sci nordico, perfetto per un’attività sportiva a contatto con la natura.

  • Escursioni guidate invernali e estive. Passeggiate accompagnate da guide esperte che terminano con una cena o una merenda, per scoprire sapori autentici e panorami mozzafiato.

 Passeggiate a cavallo in Valle Stura

  • Vanet Cavallo (Perosa Vanet – Demonte): Marta e la sua famiglia allevano Haflinger da 33 anni. Da poche ore a trekking più lunghi, con lezioni, campi estivi, foresteria (13 posti), cibo tipico e feste per bambini – un’esperienza autentica tra boschi e prati.

  • Clara – In montagna a cavallo (Ruà del Bial – Demonte): Clara offre escursioni nei sentieri alpini per ogni età e livello – bambini inclusi, con momenti di avvicinamento, verdure alimentate, e gite panoramiche. Le recensioni la definiscono “fantastica con i bambini”, “ambiente incantevole”, una “fattoria didattica al top”

Sorgenti calde, borghi e curiosità

Non lontano da Vinadio, ci sono le terme libere: sorgenti sulfuree che sgorgano tra le rocce, calde anche in inverno. Lì, ci siamo immersi fino alle spalle, mentre sopra di noi il cielo cambiava colore. Era un momento fuori dal tempo. Una pausa che sembrava sospesa.

E poi ci sono i borghi della valle. Ognuno di loro, ha un’anima diversa. 

Ad esempio a Pietraporzio ci siamo persi in un percorso narrativo per bambini: una storia a fumetti che ci ha fatto ridere, riflettere e camminare ancora un po’, che vi racconteremo prossimamente

 Abbiamo mangiato una brioches buonissima a Demonte, dalla pasticceria Agnello, la più buona di tutta la valle.  

Presa una pizza, ci siamo seduti al lago di Vinadio per goderci un tramonto mentre, a  Sambuco, abbiamo comprato una marmellata artigianale che ci ha fatto compagnia per giorni. Insomma, ogni posto può darvi qualcosa.

Realtà e contrasti della Valle Stura

Bisogna però parlare anche dei lati negativi.

Purtroppo, la Valle Stura non è solo natura, buon cibo e silenzi d’alta quota: è anche un luogo attraversato da flussi di vita moderna. Qui si trova infatti uno degli stabilimenti di produzione dell’Acqua Sant’Anna, una delle acque minerali più conosciute, che porta lavoro e dinamismo in valle. 

Allo stesso tempo, la valle è attraversata da una strada statale importante per il collegamento tra Piemonte e Francia, percorsa quotidianamente da numerosi camion che sfilano su e giù, soprattutto durante i giorni feriali. 

Nei mesi estivi poi, è facile incrociare gruppi di motociclisti che sfrecciano tra curve e tornanti, animando con i loro motori un paesaggio altrimenti silenzioso. Su e giù. Dalla mattina alla sera.

Chi, come noi, arriva in Valle Stura in cerca di pace e silenzio… a volte può trovarsi un po’ sorpreso e infastidito: la quiete non è sempre garantita e questi rumori di fondo fanno parte della realtà quotidiana della valle. Un equilibrio tra la natura e le esigenze della vita moderna che, a tratti, mette alla prova chi ama la quiete montana.

Per conlcudere…

La Valle Stura per ora ci piace. Certo, il silenzio non c’è sempre ma abbiamo trovato i nostri compromessi finchè lavoreremo qui.

Qui, camminiamo, ascoltiamo e mangiamo con gusto. Dormiamo bene e al fresco (sì, la notte e la mattina regna sempre la pace), lasciamo spesso i gatti liberi di esplorare, raccogliamo le erbe nei prati e, ogni giorno, siamo grati di essere circondati dalle montagne.

Non sappiamo se sia la natura, il conoscere questa valle fin dall’infanzia o la gentilezza della gente a renderla speciale. Forse, è un po’ tutto. Anche se, dopo 5 mesi, abbiamo imparato a conoscerne pregi e difetti.

Nonostante tutto, anche qui abbiamo continuato il nostro personale viaggio interiore. Tra il lavoro e i trekking.

Se questa tappa vi è piaciuta, restate con noi. Abbiamo ancora tanti sentieri da percorrere, borghi da scoprire e cibi da assaggiare. Con Sirio, con i gatti e con il cuore aperto. Perché la montagna ci chiama. E noi, ogni volta, scegliamo di risponderle.

kyle

Scrittore ed artista. Amo incondizionatamente Max, i miei mici, le montagne e il buon cibo.

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