Un viaggio lento tra natura, tradizioni e sapori
Quest’anno, per motivi personali e medici, niente viaggi all’estero… ma non per questo rinunceremo al desiderio di esplorare, scoprire e lasciarci sorprendere. Perciò, abbiamo voltato lo sguardo verso casa.
La nostra meta? Le valli a ovest di Cuneo.
Incastonate tra le Alpi, e affacciate verso la Francia, le visiteremo tappa dopo tappa, con i taccuini e la voglia di raccontare.
Parliamo di valli come la Valle Stura, la Val Varaita o la Valle Grana, solo per citarne alcune. Ognuna con la sua identità, la sua lingua (o dialetto), le sue storie antiche, la sua cucina saporita e i suoi silenzi.
Con Sirio, e i nostri due mici al seguito, ci immergeremo lentamente tra queste montagne, per raccontarvele con occhi nuovi, stagione dopo stagione, finché resteremo fermi. Le conosciamo da anni, ma abbiamo scelto di viverle più a lungo e senza fretta.
Pontechianale, alte val Varaita
Alta valle stura, PonteBernardo
Le valli a ovest di Cuneo: un patrimonio da scoprire
Bellezze da vivere con lentezza
Le valli che si aprono tra le Alpi Cozie e Marittime non sono solo scenari da cartolina. Sono luoghi dove la natura si mostra nei suoi dettagli più veri: boschi profumati, pascoli fioriti, fiumi limpidi, laghi d’alta quota e cime innevate.
Questi luoghi sono i sentieri dimenticati, le erbe selvatiche da riconoscere ed imparare, le mani che impastano ancora il pane e il fuoco acceso durante gli inverni. Sono territori dove culture e lingue diverse s’intrecciano ancora oggi, come l’occitano, che resiste sulle labbra degli abitanti o il patois. Sono borghi e paesi, molti ormai spopolati, ma che conservano memorie e tradizioni uniche.
Chi non conosce queste valli, potrebbe immaginarsi luoghi isolati e poco vivaci. In realtà, sono scrigni di biodiversità e cultura, perfetti per chi ama la montagna, non solo per i panorami mozzafiato, ma anche per ciò che custodisce: borghi in pietra sospesi nel tempo, sentieri profumati colmi di erbe selvatiche, vecchie mulattiere, fortificazioni militari, piccoli santuari, leggende e tradizioni contadine.
Qui la natura è ancora vera, talvolta aspra, ma mai banale e, se è vero che molte di queste valli stanno vivendo un lento spopolamento, è altrettanto vero che c’è chi sta cercando di farle rivivere con nuove idee, agricoltura sostenibile, artigianato, ospitalità diffusa e iniziative culturali.
Valle Grana
Narbona di Castelmagno, Valle Grana
Le valli a ovest di Cuneo: le nostre valli, le vostre prossime scoperte
Abbiamo scelto di camminare in queste valli e di viverle il tempo necessario per entrare davvero in sintonia con loro.
Le valli cuneesi a ovest (e sud-ovest) del Piemonte sono tante, diverse e piene di storie. Alcune sono più conosciute, altre non ancora e, le esploreremo una alla volta.
Ecco una breve panoramica delle 9 valli che visiteremo:
1. Valle Stura
Confine e confini. Dal Colle della Maddalena fino a Borgo San Dalmazzo, è una valle di passaggio storica e selvaggia, che collega l’Italia alla Francia. Ricca di cultura occitana, è caratterizzata montagne severe e antiche fortezze militari. Una della valli più vaste, è l’ideale per escursionisti e camperisti.
2.Valle Maira
La valle “silenziosa” che parla forte. Amatissima da escursionisti e viaggiatori lenti, ha sentieri poco battuti, borghi in pietra e la lingua occitana è ancora viva e parlata in molti luoghi. Un paradiso per chi ama la lentezza e il silenzio.
3. Valle Varaita
Tra boschi, castelli e sapori antichi. Dalla pianura al Monviso, è una valle di storia, cultura e sapori. Ha una ricca gastronomia (come la polenta saracena e il tumin del mel), boschi di faggi e la potenza del Monviso che chiude la valle. Da non perdere la fiabesca Castiglia di Sampeyre, la vivace Melle, Pontechianale e Chianale.
4. Valle Grana
Piccola, profumata e sorprendente. Famosa per il Castelmagno DOP e la cucina tradizionale, ma non solo: è una valle più intima. Nasconde paesaggi dolci, chiese affrescate e pascoli d’alta quota. Meno battuta rispetto ad altre, ma perfetta per chi cerca autenticità, storia e cucina alpina.
5.Valle Gesso
La regina selvaggia del Parco delle Alpi Marittime. Questa valle ha paesaggi imponenti, animali protetti, laghi alpini e accenni della storia reale. Una delle valli più “alpestri”, con cime che superano i 3000 metri e testimonianze dei Savoia.
6.Valle Vermenagna
Tra musica, sci e confine. Questa valle, vivace e molto turistica è di confine, con un’anima unica tra sport e cultura. Limone Piemonte, è il cuore turistico, ma anche la tradizione musicale, il folklore di Limonetto e il legame con la Francia che la rendono unica nel suo genere.
7. Valle Pesio
Spiritualità e natura. Una valle più intima e nascosta, con la splendida Certosa di Pesio e i suoi boschi profondi. Ricca d’acqua, è parte del Parco del Marguareis ed è l’ideale per chi cerca pace e natura.
8. Valle Po
Alla sorgente del fiume più lungo d’Italia. In questa valle nasce il Po, ai piedi del Monviso. Una valle simbolica, ma anche viva di tradizioni, cammini spirituali (come la Via del Sale e il cammino del Re) e borghi storici. La valle dove nasce il Po, tra alte montagne e borghi simbolici, è un luogo potente da vivere con calma e rispetto.
9. Valli Monregalesi
Un po’ più a sud, tra Langhe e Alpi Liguri. Corsaglia, Casotto, Ellero, Tanaro… Sono valli meno note ma anche interessanti. Castelli, funghi e artigianato, sono più vicine al mare e profumano già di Liguria.
Alta valle Pesio, rifugio Garelli
Valle Vermenagna, Limone Piemonte
Cibi, erbe e storie: un racconto che faremo insieme
Come sempre, il nostro viaggio sarà anche gastronomico.
Ci accompagneranno sapori autentici e profumi che parlano di tradizione. Non mancheranno di certo i riferimenti ai piatti tipici – dalla polenta saracena della Val Varaita ai crouset della Valle Stura – né alle erbe commestibili che si possono raccogliere lungo i sentieri o nei prati di montagna, dove la natura regala ingredienti semplici ma preziosi.
Scopriremo i formaggi di alpeggio, prodotti con cura e pazienza nelle malghe, i rifugi e i piccoli ristoranti e agriturismi nascosti tra i borghi, che meritano una sosta e un assaggio.
E poi, naturalmente, ci saranno anche le nostre ricette: quelle che raccontano storie di famiglia, che si preparano e si condividono attorno a una tavola dopo una lunga camminata. Le cucineremo nel nostro camper, che ormai è diventato il nostro rifugio itinerante.
È qui che ogni giorno trasformiamo ingredienti locali in piatti semplici ma pieni di significato. Anche se lo spazio è ridotto, la nostra cucina sa essere creativa, accogliente e sorprendentemente calda, soprattutto quando fuori fa freddo.
Il cibo in montagna non è solo nutrimento, è memoria. Ogni piatto nasce da ciò che offre la valle, dal lavoro della terra, dal ritmo delle stagioni e dalla tradizione tramandata di generazione in generazione. Per questo, merita di essere raccontato, assaporato e custodito come parte essenziale della nostra esperienza.
Così, tra una passeggiata e una sosta in un prato, tra una chiacchierata con chi ci ospita e una serata sotto le stelle, condivideremo anche sapori. Perché in fondo, viaggiare significa anche questo: lasciarsi attraversare dalle storie degli altri e, a nostra volta, lasciarne una traccia. Anche solo con un piatto cucinato con amore.
Tagliolini burro di montagna e timo serpillo
Cipolle ripiene
Lingue, folklore e un’identità da proteggere
Altri aspetti affascinanti di queste valli sono: la straordinaria ricchezza linguistica (occitano, francoprovenzale, piemontese) e il loro folklore.
Lingue antiche ma ancora vive, sono parlate nelle case, cantate durante le feste, scritte sui cartelli dei sentieri e insegnate nelle scuole di alcuni comuni. Esse custodiscono un modo unico di vedere il mondo, sempre più rare, ma profondamente radicate nella cultura del territorio.
Accanto alle lingue, il folklore locale è un altro tassello prezioso dell’identità montana. Le feste patronali, le maschere tradizionali, i riti legati alla terra e al ciclo delle stagioni parlano di un passato contadino che ancora oggi lascia tracce vive nella quotidianità. Nei racconti tramandati di generazione in generazione si incontrano figure misteriose e affascinanti come ad esempio i sarvanot, piccoli spiriti selvatici dei boschi, dispettosi ma protettivi, custodi delle selve e dei pascoli o le masche, donne sapienti e temute, a metà tra guaritrici e streghe, legate ai ritmi lunari e ai segreti della natura.
Sono dettagli apparentemente minori, spesso ignorati dai turisti frettolosi, ma che fanno la vera differenza tra un semplice paesaggio e un luogo che vive, respira e racconta.
Io Kyle, insieme ad una persona molto speciale, ho anche scritto un libro per bambini che racconta la storia proprio di un sarvanot. Lo trovate qui se volete darci un occhiata. Per ora non è disponibile, ma tornerà presto in giro!
Maria e il Sarvanot, il nostro libro per bambini sul folklore montano
Il sentiero del Sarvanot, Monterosso Grana, Valle Grana
Un viaggio tra pregi, difetti e nuove prospettive
Non sarà tutto rose e fiori, lo sappiamo.
Alcune valli soffrono di servizi scarsi, collegamenti difficili, chiusure stagionali e molta diffidenza da parte di chi la popola ma, proprio per questo, vogliamo raccontarle in modo autentico, con i loro pregi e limiti, perché è solo conoscendo davvero un territorio che si può imparare ad amarlo – e magari anche ad aiutarlo a non scomparire.
Perché scegliere le valli a ovest di Cuneo
Perché qui la natura è ancora autentica.
Le lingue e le culture alpine resistono a fatica, ma con orgoglio.
Le montagne sono luoghi di incontro, memoria e vita e perché, in un mondo che corre, queste valli offrono respiro, calma e una possibilità di riscoprire la bellezza delle piccole cose.
Questo non è un viaggio che si concluderà in fretta. È un ritorno alla montagna come casa.
Ogni passo sarà lento, ogni incontro sarà prezioso, ogni bivacco sarà una storia da raccontare. Le valli a ovest di Cuneo ci accoglieranno così come sono: vere, a volte difficili, ma sempre generose… e noi ve le racconteremo con verità, gratitudine e rispetto. Un po’ come si parla delle proprie maestre.
Forse, a volte ripartiremo ma quando torneremo, continueremo questo viaggio lento.
Se amate la montagna, restate con noi: questo nuovo viaggio è appena cominciato!

